FABIO PELOSI – LA MIA FOTOGRAFIA

La fotografia per me è la testimonianza, da rimandare all’altro, di aver “vissuto” un luogo, un momento, un istante emozionale. Non è solo luce catturata da un sensore e poi processata, ma è ciò che si è provato. Da poeta posso affermare che la fotografia e la poesia, appunto, hanno in comune quella che io chiamo la “democrazia interpretativa”. Quindi anche l’arte dello “scatto” è poesia. Che qualcun altro poi decifrerà a seconda del proprio istante. Cosa c’è di più bello che regalare un momento catturato e permettere che questo venga interpretato liberamente e magari godendo di esso?

Con il passare degli anni, da quel lontano settembre 2003, da quando cominciai seriamente a porre la fotografia al centro del mio vissuto, ho focalizzato l’attenzione su generi fotografici diversi. Tutti mosaici d’un pezzo. Ma figli dello stesso. Ma è il bianco e nero che ha cominciato a “corteggiare” la mia attenzione, il mio istinto.

Lo scatto vero e proprio è soltanto la parte finale ed esecutiva di ciò che necessariamente deve avvenire prima. Il “prima” è l’occhio. Quello del fotografo attento, anche istintivo, ma razionale . La pupilla ed il cervello sono i veri sensori e processori. Non avviene nulla per caso. Io ho iniziato a “vedere” in bianco e nero. Ed ho capito quanto fantastico fosse l’istante monocromatico. E quanto esigente sia l’interpretazione del bw. Già, perché lo scatto monocromo non è desaturazione di un istante immortalato a colori. Tutt’altro. Ciò che può regalarti il bn non può il colore. E viceversa. Quindi pensare e vedere esclusivamente in bianco e nero prima di scattare. In quel momento i colori non esistono più. La luce cambia. I riflessi modificano le visioni d’attuazione, il cielo si rende metamorfosi d’orizzonte e spazio da sfruttare. Osservate un volto in bianco e nero. Quanto cambia l’intensità dello sguardo, la drammaticità d’espressione, la luce che ne fa ritratto e non semplice posa. Oppure un paesaggio. Quanto i bianchi vengano impreziositi dal monocromo, quanto i contrasti rendano indimenticabile quello scorcio naturalistico.

Un fiore in macro bw, magari supportando l’ottica con un filtro Close-Up, diviene magia, valorizzazione dei dettagli. Forme distinte e meravigliose. Una street monocromo…Quanta magia tra sagome umane ed elementi urbani che, uniti dal bianco e nero, trasformano la realtà in immagine virtuale ma sensazionale. E quanto sia sopraffine l’architettura moderna in bianco e nero. Gli elementi urbani divengono magia in un contesto che per qualcuno può essere routine o spazio tolto alla fantasia. Sarò sincero. Non amo le città. Preferirei vivere di natura, di suoni e

profumi che solo i paesi sospesi e dimenticati possono regalarti. Ma in fotografia l’elemento ed il minimalism mi rapiscono. Quanto è importante l’ottica nel ritrarre elementi urbani o architettura moderna? Tantissimo. E’ fondamentale. Ho una canon 450D, che prestissimo andrà in pensione per essere sostituita da un corpo macchina di primo livello (eh già…anche i fotografi amatori, comuni mortali, hanno bisogno di fare “salvadanaio” per regalarsi qualcosa di più), ed il mio 18-55 è indispensabile per far si che un agglomerato urbano, piuttosto che un grattacielo o un palazzo di vetro diventino sensazione da osservare. Lo spazio è avvolto in complessive linearità e spigolosità

geometriche. Armoniche nonostante la “rigidità” delle forme. Di giorno il filtro ND regala sufficiente morbidezza a luce e riflesso, di notte l’architettura si trasforma in ciò che solo il bianco e nero può donare: sospensione, elevazione che rifulge in contrasti e luci irriproducibili altrimenti.

Per poi spostare l’attenzione sul minimalism, sui dettagli di un elemento urbano, e qui lo scatto impone un teleobiettivo (personalmente utilizzo un tamron 70-300) capace di esaltare la perfezione della geometria, l’incastro non casuale di linee e progetti. La fantasia nell’immortalare “pezzi” d’architettura che, composti, danno spazio a fantasie visive che mai ti aspetteresti in un contesto urbano.

Questo è il mio mondo in bianco e nero, questa è la capacità che mi spinge a voler immortalare architetture, elementi, macro, street fidandomi della magia che solo il monocromo può offrirti.

FABIO PELOSI