FujiDay – Le mirrorless che avanzano

Un giorno di prova tra le nuove mirrorless di casa Fuji

 

Senza specchio. La traduzione letterale di mirrorless è questa, ma se le vogliamo descrivere in modo più approfondito possiamo definirle come fotocamere compatte, ormai tecnologicamente molto avanzate, con lenti intercambiabili, che hanno il loro punto di forza non certo nel prezzo ma nella trasportabilità. Dimensioni evidentemente ridotte rispetto a quelle delle classiche reflex, spesso di poco superiori a quelle delle classiche ed economiche “compattine” e la possibilità di cambiare obiettivo hanno fatto guadagnare a questa categoria di fotocamere digitali fette di mercato sempre maggiori, facendole approdare anche nel campo lavorativo della fotografia. Da alcuni anni a questa parte tutti i maggiori produttori di fotocamere si sono concentrati sullo sviluppo delle mirrorless, ,ma almeno per il momento i risultati migliori sono evidentemente ottenuti da Sony e Fujifilm. Ed è proprio di Fuji che ci occupiamo oggi sfruttando l’occasione del Touch&Try dove ho potuto provare personalmente quattro modelli della casa nipponica, nello specifico la X-T1, X-PRO2, X-T10 e XE2s.

Non sono nuovo al mondo delle mirrorless, all’interno del quale sono entrato con una Samsung NX2000, quindi da certi punti di vista conosco le sensazioni che si hanno ad utilizzare uno strumento diverso dalle classiche reflex.  Devo ammettere che il primo impatto con una mirrorless non è stato molto positivo essendo abituato a controllare la composizione e il punto di messa a fuoco dal mirino della macchina. L’approccio con Fuji però è stato sicuramente migliore di quanto avuto in precedenza, in particolar modo per la presenza del mirino che mi ha permesso di sentirmi meno lontano dal mio modo di fotografare. La location, un centro commerciale,  non è quello che si può definire il posto migliore per testare le potenzialità di attrezzature come le fuji che meriterebbero tempo, luoghi e condizioni nettamente diverse per poter essere apprezzate a pieno. La giornata, ideale per andare a mare, non era la migliore in assoluto per testare la resistenza agli iso delle macchine dato il sole fortissimo, ma anche in questo caso ci siamo dovuti arrangiare.

Prendendo sotto braccio la mia consapevole ignoranza sul parco macchine/ottiche fuji mi sono avvicinato al bancone per fare quattro chiacchiere con i ragazzi i quali, dopo avermi illustrato velocemente le attrezzature disponibili per la prova, mi hanno consigliato, anche dato il poco tempo a mia disposizione, di provare subito l’ammiraglia, la X-Pro2 in accoppiata ad un 35mm f2 R.dscf7012 Essendo l’unico presente al momento della prova ho sfruttato il fatto di essere accompagnato dalla mia ragazza e con i suoi documenti ho preso anche la X-T1 con il 56mm f1.2 R APD, obiettivo studiato da Fujifilm specificamente per la ritrattistica.

Bene, consegnati i documenti e messe al collo le macchine  mi sono avventurato tra i negozi fiducioso che almeno qualche soggetto per ritrattistica l’avrei trovato dato che nonostante il 35mm fare street dentro un centro commerciale era una impresa che si prospettava abbastanza ardua.Ovviamente ho dovuto subito fare i conti con un sistema di impostazioni completamente diverso, quindi via a smanettare nel menu, a mio avviso un po confusionario, per verificare che le foto fossero memorizzare sia in raw che in jpeg, che la risoluzione fosse al massimo e tutte le varie ed eventuali che si devono controllare quando si mette mano su uno strumento nuovo. Capire le varie modalità di scatto, modificare tempi iso e diaframma e cosa per me fondamentale il blocco della maf per poter lavorare solo col punto centrale e poi ricomporre velocemente.

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Nulla di nuovo dal punto di vista dello schermo, il cui uso per inquadrare non mi era mai piaciuto neanche sulla samsung, quindi avendo a disposizione il mirino elettronico della X-T1 mi sono concentrato su quello per fugare o confermare i miei dubbi. dscf0003Avendolo provato già su una Sony A7II avevo riscontrato un lievissimo ritardo nella risposta tra lo spostamento della macchina e quello che veniva visualizzato, la qual cosa aveva instillato in me delle sensazioni sgradevoli. Nonostante la qualità del mirino sia ottima, sia luminoso e dia l’anteprima dell’esposizione quel microscopico ritardo resta sempre presente e questo, almeno per il momento, fa perdurare i miei dubbi sulla scelta di un corpo macchina dotato di mirino esclusivamente elettronico. Discorso diverso per quanto riguarda la X-Pro2 che è dotata di un mirino ottico decentrato rispetto al corpo dotato di ausilio elettronico con la visualizzazione delle informazioni più importanti durante lo scatto, quali esposimetro, punto di maf, dimensione e posizionamento del fotogramma inquadrato ecc. Il mirino misto mi ha convinto quasi a pieno, la reattività è quella classica di un mirino ottico ma impreziosita di tutte quelle info necessarie per poter fare tutto senza staccare gli occhi dalla macchina.

Passate alcune decine di minuti a smanettare nei menu delle due macchine, che peraltro ho trovato un po’ confusionari, ed avendo esaurito i possibili soggetti all’interno del centro mi decido ad uscire all’esterno speranzoso di trovare qualcosa di interessante da fotografare. L’orario sfavorevole e il caldo torrido mi convincono abbastanza velocemente ad entrare nel bar per trovare un po’ di refrigerio. Tra un succo di frutta, un the freddo e il cane sono riuscito a provare un po’ le macchine e i due obiettivi, il 35mm f2R ed il 56 f1.2 R APD specifico per ritratti.

dscf0091A parte qualche problema per la distanza minima di maf del 56 non ho avuto particolari problemi nello giocare con gli oggetti sul tavolo, provando lo sfocato, le velocità di maf, per quanto possibile la resistenza agli alti iso nonostante la forte luce. La prima impressione è di una ottima solidità dei corpi, stanno bene in mano, la presa è salda e l’ingombro ridotto. Ovviamente sono mirrorless quindi massima usabilità con lenti piccole e compatte come i 35mm, qualità che iniziano a vacillare già con il 56mm da ritratto, lente performante e pesante quel tanto che basta da iniziare a sbilanciare la macchina. Problema, questo, che ho riscontrato più con la X-Pro2 a causa del mirino decentrato e quindi una posizione un po’ strana per chi è abituato alle reflex. Le condizioni di forte luce non mi hanno dato modo di provare l’efficienza della messa a fuoco al buio ma con entrambe le lenti a TA si ha, a volte, un po’ di difficoltà nel beccare la maf soprattutto con soggetti laterali dove, quindi, la profondità di campo è molto ridotta. Finita la pausa pranzo nonostante nessun altro richiedesse i corpi ho pensato di dare spazio anche ad altri modelli della Fuji, cosi sono stati sostituti con la X-T10 e la EX2s, equipaggiando la prima con un 14mm f2.8R e la seconda con un tele 50-140 anch’esso 2.8. In breve, i corpi sono ovviamente di livello più basso dei precedenti essendo di fascia inferiore ma si difendono bene sia come solidità che maneggevolezza. Viene certamente meno la comodità di alcuni comandi che le rendono a mio avviso inadatte ad un uso “frenetico”.

Pregi e difetti

Le mirrorless sono compatte per definizione, d’altronde non potrebbe essere altrimenti. Abbastanza leggere, offrono una buonissima qualità di immagine che diventa davvero ottima quando si parla dei modelli di punta come la X-T1 e la X-Pro2. Il software delle fotocamere offre una ottima gestione dei file jpeg che sono il più delle volte già pronti all’uso, vantaggio non da poco in specifiche occasioni dove per esempio si necessita di una stampa immediata.dscf0052 La tecnologia X-Trans consente la riduzione dell’effetto moirè anche in assenza del filtro Low-Pass mantenendo quindi una ottima definizione dell’immagine. Molto buona è anche la resistenza agli alti ISO e nello specifico della X-Pro2 che fino a 6400 non denota nessun problema. Utile è la presenza di filtri preimpostati che consentono di avere effetti particolari e di ottima qualità per poter personalizzare in modo immediato i propri scatti. I corpi sono di buona fattura e danno tutti una impressione di solidità. Personalmente ho trovato molto piacevole il mirino misto ottico/elettronico della top gamma X-Pro2. Unisce la prontezza dei mirini ottici delle reflex con gli aiuti tecnologici visualizzabili all’interno tipici dei mirini elettronici. Stanno bene nelle mani di medio/piccole dimensioni e consentono di andare in giro e fotografare senza dare troppo nell’occhio, situazione che porta il vantaggio, specialmente nella fotografia street, sia di una maggiore naturalezza e spontaneità sia di una maggiore discrezione nei riguardi dei malintenzionati. D’altronde una mirrorless ed un 35mm si nascondono facilmente dentro il nostro zaino o la borsa della nostra compagna, provate a farlo con una reflex FX.

La giornata di prova ha visto inoltre l’uso di quattro ottiche e nello specifico tre fissi ed uno zoom. Ottima la qualità del 35mm f.2 R, lente leggera e compatta con un autofocus discretamente reattivo che però è influenzato anche dal corpo sul quale è montato. Lo sfocato è molto morbido ma sono presenti aberrazioni cromatiche visibili ma non talmente evidenti da inficiare la qualità dello scatto. Ottimo il 56mm f1.2 R APD da ritratto. La qualità della lente è davvero alta e lo stacco dei piani è evidente anche se la precisione dell’autofocus a volte lascia a desiderare. Molto buono anche il 50-140mm f2.8 R OIS WR. Lente stabilizzata e tutto sommato leggera per la fascia. Offre una ottima qualità di  immagine è uno sfocato piacevole. Mi ha convinto meno il XF14mm f2.8 R a causa della distorsione forse troppo evidente per essere solo un 14mm. La definizione è cmq ottima e la velocita di maf è buona.

Veniamo ai punti dolenti.

Sono mirrorless, quindi compatte e trasportabili, a volte troppo. Se si hanno delle mani anche poco più grandi della media si possono avere problemi di impugnatura e di uso dei tasti fisici che possono risultare troppo vicini e piccoli. Le ghiere per il controllo dei tempi di scatto e del diaframma non sono di facilissimo utilizzo, come altre levette per la selezione del metodo di scatto o per selezionare la misurazione esposimetrica.

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L’aspetto ergonomico che più mi ha lasciato perplesso, specialmente sulla ammiraglia, è la ghiera di selezione degli ISO posizionata in un secondo livello di quella per la velocità di scatto. Per cambiare ISO bisogna tirare la ghiera dentata verso l’altro e ruotarla fino alla sensibilità desiderata. Operazione non particolarmente rapida che spesso porta anche allo spostamento involontario della velocità di scatto. Abbastanza snervante.  L’autofocus non è ancora ai livelli delle reflex, a volte impreciso e lento, specialmente con grandi aperture dei diaframmi può far innervosire non poco. Inoltre in modalità AF a punto singolo la selezione non è immediata e può far perdere l’attimo, cosa che nella fotografia street è un problema. Mirino elettronico. Come detto in precedenza ho apprezzato il mirino misto della X-Pro2, ma non posso dire lo stesso di quelli solamente elettronici come sulla X-T1. Per chi è abituato alle reflex può risultare difficile digerire anche il minimo ritardo nella risposta che è però presente. Ovviamente è utilissima l’anteprima dell’esposizione data dal controllo elettronico continuo del diaframma. Autonomia. L’uso prolungato dello schermo fa abbassare molto velocemente l’autonomia della macchina. Il prezzo. Non sono economiche, specialmente se si prendono in considerazione i circa 700 euro della X-t1 e i quasi 1000 in più per X-Pro2, (solo corpo).dscf0085

In riferimento alle mie opinioni, e quindi strettamente personali, che sono da prendere con le pinze un punto in particolare mi lascia perplesso. La macchinosità della selezione del punto di maf lavorando in spot.

Venendo alle conclusioni.

Paragonare le mirrorless alle reflex solo per il fatto di decidere quale è meglio non ha molto senso, soprattutto se si fa riferimento a peculiarità specifiche di un modello piuttosto che l’altro. Identificano concezioni diverse di “fare fotografia” ed è quindi ovvio che possono risultare più o meno indicate in base agli usi che se ne devono fare. È abbastanza palese che almeno ad oggi una mirrorless non verrà mai usata per fotografia sportiva o avifauna, complice non solo un autofocus non ancora all’altezza ma anche una struttura del corpo che rende queste macchine di difficile uso se accoppiate a lenti pesanti e di grandi dimensioni. La trasportabilità è sicuramente un punto di forza. Più leggere e compatte permettono di andare in giro in liberta fotografando un po’ di tutto senza avere il peso delle reflex e delle relative lenti. Questo il discorso in generale, che poi va affrontato per i vari modelli con pregi e difetti, ma è una considerazione che deve essere applicata anche alle reflex.